SEO

Le origini dei Motori di Ricerca

Internet è ormai diventata uno strumento fondamentale nella vita quotidiana di tutti; viene utilizzato per i motivi più svariati, specialmente per il business. Una grossa quantità del business mondiale passa attraverso questo strumento: saperlo maneggiare adeguatamente e adoperarsi per sfruttarne appieno le potenzialità può portare notevoli vantaggi economici. Per queste ragioni sono sorti i motori di ricerca, che consentono all’utente di ottenere le informazioni in pochi istanti. Per un esperto SEO è fondamentale conoscere le origini dei motori di ricerca e capirne il loro funzionamento.

Cos’è un motore di ricerca?

Un motore di ricerca è un sistema automatizzato che riesce ad analizzare un’enorme quantità di dati restituendoli come un elenco ordinato di contenuti. Queste informazioni vengono classificate in base a complessi algoritmi che ne indicano l’importanza per una determinata combinazione di chiavi di ricerca (keyword). In parole povere, un motore di ricerca non è altro che un sistema che, in maniera del tutto automatica, reperisce le informazioni e le organizza attraverso opportuni indici. L’utente che lo interrogherà fornendogli un input in ingresso (keyword) riceverà come output l’elenco delle informazioni ritenute più rilevanti dal motore stesso. In genere attraverso la rete, interrogando opportunamente un motore di ricerca, siamo in grado di individuare e ottenere le notizie che stiamo cercando. I dati presenti su Internet, infatti, sono in continua crescita: siti, blog, social network e app si espandono a macchia d’olio.

Per questo motivo non è più importante essere presenti nello spazio Internet, è fondamentale essere visibili sui motori di ricerca. Un motore di ricerca, come detto precedentemente, funziona da “scanner” delle pagine web presenti nella rete; in modo automatico le categorizza e le propone all’utente come risultato di una determinata query. I motori di ricerca possono essere classificati in tre macrocategorie:

  • Motori di ricerca di prima generazione: utilizzavano il semplice criterio delle keyword (parole chiave), inserite nelle pagine HTML attraverso i meta tag. Tale sistema permetteva di collegare le parole ricercate a pagine web, i cui meta tag segnalavano la presenza dei contenuti richiesti. Infine, veniva stilata dal motore una lista di riferimenti ordinati secondo pertinenza e rilevanza;
  • Motori di ricerca di seconda generazione: analisi di dati specifici del web (link, anchor-text, click-through data). Tali motori di ricerca, grazie alla loro particolare struttura e all’enorme capacità di elaborazione di cui sono in possesso, sono diventati imprescindibili nello scenario attuale di Internet: pensiamo a come il concetto stesso di ipertesto sarebbe limitato senza uno strumento che ci Colleghi ai contenuti mediante un’espressione, una stringa di testo. Inoltre, i motori ci aiutano a introdurre la questione della visibilità in rete, che sta alla base della SEO e che è il vero propulsore del nuovo e straordinario sviluppo della rete stessa dal punto di vista commerciale;
  • motori di ricerca di terza generazione: quest’ultimi hanno cercato di dare una risposta ai “bisogni che sta dietro alle query degli utenti” attraverso l’analisi semantica dei dati:
    – integrazione di risorse multiple;
    – aiuto all’utente (spell checking, query refinement ecc.);
    – determinazione del contesto spaziale cioè Localizzazione: (dove è l’utente, dove è ciò che l’utente cerca) e del query stream (traccia delle query precedenti).

Esistono, quindi, diversi meccanismi di indicizzazione che servono a comprendere la suddivisione delle tre generazioni di motori di ricerca sopra illustrate:

  • Core sites: l’insieme dei siti che hanno argomenti omogenei, presenti nell’indice di un motore di ricerca, rappresenta il nucleo. Durante il processo di indicizzazione di un sito web, questo verrà confrontato con il “core” dei siti aventi il medesimo argomento. Tipicamente, il Core sites è una lista a numero chiuso, perciò ogni nuova inclusione comporta l’esclusione di un elemento dallo stesso;
  • Page Vector: i motori di terza generazione esaminano tutte le pagine presenti nel “core” e calcolano un Page Vector. In pratica, viene attribuito un voto a ogni pagina presente nel loro indice;
  • Term Vector: una volta analizzate le caratteristiche della pagina, il motore di ricerca le assegna un Term Vector, che viene poi comparato con il Page Vector assegnato al “core”. Il risultato di questo confronto determina la posizione del sito nell’indice. Il sito aumenta di rilevanza quanto più il valore del Term Vector

Come l’essere umano a cercato di adattarsi nei milioni di anni di evoluzione, molti motori di prima generazione sono riusciti ad adattarsi alle richieste del web e proponendosi come motori 3G (di terza generazione): in questo scenario troviamo Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo. La prerogativa che ha premiato Google, innalzandolo in pochi anni a leader mondiale, consiste nella sua rivoluzionaria idea di inserire negli algoritmi di ricerca i link tra siti web come variabili di calcolo della rilevanza. In realtà, sono diversi i fattori che concorrono con differenti percentuali all’algoritmo (circa 200), ma il valore aggiunto consiste nel considerare i collegamenti tra siti come elementi matematici. Naturalmente, gli aspetti che hanno concorso al successo di Google sono molteplici, a partire da una progettazione user-friendly, per passare alla stessa immagine “Brand”  oltre alle caratteristiche tecniche che riguarda l’algoritmo di ricerca e le parti che lo compongono.

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